|
Scrivere qualche cenno sulla gastronomia argentina in procinto d'iniziare
una anche piccola dieta per perdere qualche chilo è un'impresa da
masochisti…ma proviamoci.
Tutti sappiamo che l'Argentina è un caleidoscopio di razze con prevalenza
di quella latina rappresentata sopratutto da spagnoli ed italiani che,
attraverso i secoli con le loro emigrazioni hanno popolato questo paese i
cui figli autoctoni erano, a seconda delle regioni, gli indios "guarani",
"pampas", "mapuches", "tobas", "matacos", "onas", "chiriguanos", ecc. che
vivevano sparsi in tutto un immenso territorio selvaggio.
Ma i
grandi flussi migratori portarono altresì francesi, tedeschi, inglesi,
siriani, libanesi, svizzeri, slavi, giapponesi, che man mano andavano
integrandosi nel tessuto sociale del paese crearono l'individuo all'inizio
"meticcio", poi "creolo" ed ancora "l'argentino" in cerca perenne di una
identità, abitante di una terra regalo dell'arcano a cui fu dato tutto
però ahimè! dimenticando di donargli il senso della pubblica
amministrazione…
In questo contesto inserire la cucina argentina significa ricordare che
ogni gastronomia ha come base i prodotti di cui dispone il territorio ma,
in questo caso, intervengono altresì le diverse tappe che si succedevano
man mano avanzava la civiltà e arrivano i grandi flussi migratori.
Yerba Mate (capitolo a parte)
In una prima fase, partendo dal prodotto dominante, la carne regna
indiscussa da quando Pedro de Mendoza, primo fondatore della città di
Buenos Aires, nel 1536 lasciò abbandonati sulle sponde del Rio de la Plata
alcune mucche e pochi cavalli che, grazie al clima favorevole ed alla
fecondità del suolo della Pampa umida si riprodussero in progressione
geometrica così nacque "l'asado", il cibo del gaucho, il cibo che per ogni
argentino è una specie di inno gastronomico. Ma cos'è l'asado? Una
semplice carne alla brace? No !! Gustoso, saporito, appetitoso, il suo
segreto consiste nella qualità della carne stessa, nella maestria del
taglio e nella saggia amministrazione del fuoco.
I diversi tipi di "asado" comprendono "l'asado con cuero",
eredità del primo abitante incrocio di indio e di bianco, il meticcio, il
mitico gaucho che abitava nelle immense pianure della pampa, e che
attualmente si fa nelle "estancias" (grandi tenute) sotterrando un bue o
vitello con tutta la pelle conficcandolo nel terreno in una fossa dove
brucia il fuoco per ore e ore. Con il cuoio appoggiato per terra si copre
la carne con una piastra di zinco e sopra di essa si estendono tizzoni
ardenti.
Ma "l'asado"
più spettacolare che ogni palato gusta con piacere è "l'asado a la cruz"
(
alla croce) o " a la reja" (all'inferriata): infilzati grandi quarti di
carne in appositi spiedi di metallo li conficcano nel terreno intorno ad
un fuoco tenuto sempre ardente fino alla cottura finale. Nelle "estancias"
lo spettacolo è molto gradito ai turisti che, fra fumo ed emanazioni
appetitose, aspettano il loro turno per assaggiare questa prelibatezza. |
 |
|
 |
Un altro
volto del "asado" è la "parrillada", carne mista alla griglia, sempre
super abbondante, servita in ogni luogo dell'Argentina, in campagna, in
montagna, a casa, nei ristoranti di tutte le categorie e latitudini,
costituito da porzioni di carne, salsicce, pollo, sanguinacci, trippa,
testicoli, ghiandole, tutto cotto su carbonella in modo che solo il
calore, e non il fuoco, cuoce le carni. |
|
"L'Asado"
si mangia solo o condito con una salsa tipica, "il chimichurri" (leggesi
cimiciurri) fatta con olio, aceto, sale, aglio, alloro, origano, cipolla,
peperoncino od altri odori, tutto tritato, ed è strettamente
personalizzato da ogni cuoco. |
 |
|
Ed ecco "el bife" (la bistecca) l'altro monumento gastronomico argentino.
La sua scelta non è facile poiché ci sono diversi tipi: "de chorizo"
(entrecote), "costeleta" (con l'osso), "de lomo" (filetto) " a caballo"
(carne bovina con due uova fritte sopra), sempre però con un peso dai 200
grammi in su e con uno spessore di oltre un centimetro |

bife de lomo
|
Il "matambre"
(tradotto ammazza fame) è un rotolo di carne con ripieno di uova sode,
carote, erbette, che si serve freddo tagliato a fette, comunque diverso
dal rotolo che si mangia in altri paesi e che solitamente viene servito
come antipasto.
|

locros |
Dato per scontato che la carne è il cibo argentino per eccellenza, nella
grande regione del Nordovest, ai piedi della Cordigliera delle Ande
(province di Salta, Jujuy, ecc..) impera la cucina tipica, in parte
eredità degli incas, il cui l'elemento principale è il granoturco, che
unito alla zucca, alla patata, alla patata dolce ed al peperoncino, hanno
creato una gastronomia con piatti saporitissimi: diversi tipi di "humitas"
con chicchi di mais secchi, formaggi, qualche ortaggio, uva passita; il "locro
de zapallo" ( stufato di zucca a base di mais, cipolla, patate dolci,
cumino, ecc) o il "locro de carne", con pezzetti di carne, salsicce,
peperone, ecc..); i "tamal", fagottini di foglie di granoturco
ripieni di carne, verdure ed altre delizie |
Ma il comune denominatore dei cibi del Nordovest argentino sono gli
ingredienti piccanti. C'è un peperoncino che esalta tanto questa qualità
che ha acquisito il nome di "peperoncino della brutta parola….." a voi
immaginare….
Continuando il nostro immaginario viaggio gastronomico attraverso questo
immenso paese, nella regione del Nordest, la cui parte più a Sud
geograficamente è più rassomigliante alla regione centrale, troviamo una
gastronomia di tipo "pampeana". Ma, nelle province di Corrientes, Misiones,
Formosa, Chaco, situate più a Nord e nella regione denominata Mesopotamia,
circondata dai grandi fiumi come il Paranà e l'Uruguay, la caratteristica
essenziale è l'uso dei pesci di fiume come il "surubì", "dorado", ecc.
Inoltre, le vaste foreste situate nella parte subtropicale della stessa
regione offrono una scelta considerevole di frutti esotici di cui si
ricavano alcuni tipi di farine. Le oche selvatiche, e proprio volendo il "yacarè",
specie di coccodrillo di cui si fanno bistecche con la coda, sono una
specialità della zona.
|
Nel Sud,
in Patagonia, c'è solo l'imbarazzo della scelta: grancevole (sono squisite
le "centollas" di Ushuaia), crostacei, pesci atlantici, di fiume, di lago,
trote, salmoni preparati con mille ricette di origine diversa poiché le
prime correnti migratorie che preferirono come destinazione la Patagonia
erano gallesi, e poi tedeschi, svizzeri, abitanti del Nord d'Europa
seguiti dagli spagnoli e dagli italiani. Una pietanza speciale: la
frittata fatta con uova di pinguini con un leggero sapore di mare da
gustare in Penisola Valdès. |

centolla |
Ma la
Patagonia è la terra degli ovini, ed allora….carne alla griglia e "asado"
di agnello in quantità ed ovunque.
L'ospitalità e la dolcezza della gente di questa regione australe bene si
coniugano con la squisitezza dei dolci che preparano. Dai boschi
incontaminati che regalano frutti saporitissimi arrivano a tavola
marmellate di mirtilli, ribes, fragole, lamponi, ecc. e miele dai mille
sapori. Biscotti, torte, tutto artigianale, fatti con mani che elaborano
antiche ricette gallesi e, da Bariloche, "el chocolate en rama"
(cioccolata a tronchetti) una spuma solida che non si smetterebbe mai di
mangiare.
Volete conoscere lo snack più buono del mondo secondo gli argentini?
Provate la "empanada". Di origine creolo- araba - poiché non bisogna
dimenticare che quel crogiolo di razze che è l'argentino, ha nel suo
essere uomo anche sangue di tanti siriani e libanesi che emigrarono molti
anni fa nel grande paese australe - si mangia in tutte le regioni
argentine ma con un tocco tipico in ogni provincia.
 |
Le "empanadas" sono una specie di mezzelune o calzoni o
panzerotti fatte con una pasta molto sottile ripiena di carne, verdura o
formaggio che si possono friggere o cuocere al forno. Nella zona centrale
del paese (provincia di Buenos Aires, Santa Fè, La Pampa, ecc.) sono
ripiene di carne tritata, cumino, uova sode, cipolle, olive e, a scelta,
uva passita; o con prosciutto e formaggio o con verdure o, specialmente
nei giorni di vigilia, con tonno o frutti di mare. Le ricette cambiano a
seconda che siano di Cordoba ("cordobesas"), "federales", "criollas", ecc.
Nel Nordovest, nelle province andine di Salta, Jujuy, Catamarca, il
ripieno cambia da provincia a provincia ed in San Juan e La Rioja vengono
aggiunti pezzetti di patata. Sono buonissime quelle di mais. Si trovano in
tutto il paese, in ogni locale, ristorante, trattoria, vale a dire
l'equivalente argentino della pizza. |
Ed i
dessert e i dolci argentini? Semplici, gustosi, figli dei prodotti della
terra: l'indiscusso numero uno è il "dulce de leche" i cui ingredienti
sono latte, zucchero e vaniglia che si cuociono per ore fino a diventare
una crema. E' la nutella argentina e non c'è bambino argentino che non sia
cresciuto con il "dulce de leche" nella sua dieta. Attualmente è raro che
si faccia in casa poiché ci sono parecchie industrie che lo vendono
dappertutto e lo esportano. Inutile dire che gli argentini ne vanno matti.
Un dessert popolarissimo è il riso con latte: si fa bollire il riso con il
latte e si aggiunge zucchero e cannella. Si può servire tiepido o freddo …
e si trova in tutti i ristoranti.
Il "dulce de batata" (patata dolce), quello di "membrillo" (mela cotogna),
di "zapallo" (di zucca), anche se possono sembrare gusti insoliti al
palato europeo, sono gustosissimi e vengono esportati anche in Italia.
Provare per credere….
Poche parole particolari meritano gli "alfajores" di cui i più famosi sono
quelli di Mar del Plata, delicati biscotti ripieni di dolce di latte,
alcuni ricoperti di cioccolata. Una delizia!
Nella sua estensione, uno dei paesi più grandi del mondo per superficie,
l'Argentina offre frutta e verdura di ottima qualità, legumi (famosi i
fagioli di Salta), ortaggi di clima temperato, frutta (uva, mele, pere,
kiwi, fragole, ecc) che in contro stagione esporta ai paesi europei.
Quante volte in Italia portiamo a tavola pere, mele e uva argentine senza
saperlo!
Queste produzioni contribuiscono ad una gastronomia svariata e questo
succintissimo panorama non sarebbe onesto ne veritiero se non si
aggiungessero alcune considerazioni sull'influenza che su di essa hanno
avuto alcune cucine straniere.
La
gastronomia argentina deriva direttamente da quella spagnola portata dai
flussi migratori che furono i primi per un fatto di logica storica. Il "puchero"
(leggesi pucero) è un bollito di carne, patate, zucca, patate dolci, ceci,
carote, altre verdure e gallina. In Spagna è chiamata "cocido" (leggesi
cosido), ma a seconda delle regioni ha altre denominazioni. Questo piatto
è stato adottato dagli argentini, come pure la frittata di patate, cipolla
e salsicce ("tortillas de papas"), i risotti allo zafferano e tanti ma
tanti altri piatti iberici.
La gastronomia italiana è entrata impetuosamente ed in modo massiccio
nelle abitudini degli argentini: la fainà, fatta con farina di ceci, di
origine genovese, si trova in tutte le pizzerie per non parlare della
pizza, popolarissima come in tutto il mondo e fatta in mille modi. Quella
con la pasta fina e croccante è chiamata "a la piedra". La "provoleta" è
il provolone arrosto alla brace…. Più italiano di così non è possibile.
Tanto la "fainà" come la "provoleta" sono sapori con più di mille anni di
storia provenienti dalla Sardegna e dalla Calabria alla sua volta
ereditati dai greci. Giunti in Argentina sono stati "argentinizzati" con
l'aggiunta di pomodori, olive ed origano.
La pasta ("fideos") è di uso corrente; taglierini, gnocchi, ravioli e tortellini si
trovano in ogni ristorante o trattoria, magari con un tocco argentino.
I piatti ebraici, scandinavi, arabi, tedeschi, austriaci, francesi,
ungheresi, cinesi, greci e di altri paesi sono presenti nella gastronomia
argentina poiché l'argentino è un buongustaio ed in ogni famiglia si
tramanda l'abitudine di mettere a tavola qualche piatto la cui ricetta fu
portata da un avo proveniente da un paese lontano.
La cucina argentina attuale è diventata una deliziosa cucina
internazionale alla quale hanno contribuito le successive ondate di
immigranti, ed i frutti del suo suolo; i vini sono eccellenti ed alcuni
sono stati premiati a livello mondiale. Non bisogna dimenticare che
l'Argentina ne è il quinto produttore mondiale, ma di questo ne parleremmo
in un'altra occasione.
Però,
unitamente alla gastronomia è necessario considerare l'innato senso
dell'accoglienza e dell'affabilità del popolo argentino per cui il fatto
di condividere i pasti e stare a tavola insieme fa sì che anche gli
stranieri si trovino come nella propria casa assaporando una buona
bistecca ed ascoltando un argentinissimo tango.
da Argentina online di Mirta Panfido

HOME PAGE
TOUR OPERATOR TOURISTCOOP
VIA ALBERICA 15 - 54100 MASSA
TELEFONO: 0585 488545 - FAX : 0585 46235
|